Conobbi Carlin Petrini, nel 1986, in occasione di un viaggio nella Borgogna vitivinicola.
Durante quel soggiorno frequentammo anche uno stage alla famosa École de Beaune. Con noi c’erano Massimo Martinelli, Gigi Piumati e Piero Sardo.
Ricordo Petrini già appassionato di cucina e di vino: chiedeva sempre informazioni sui piatti e sulle tradizioni gastronomiche locali.
Nel tempo libero riuscimmo anche a portare a termine, con successo, una vera “mission impossible”: visitare il celebre Domaine de la Romanée-Conti.
In vero, con Petrini, ricordammo in quel viaggio, le nostre comune origini, nell’associazionismo cattolico, lui proveniva dalla San Vincenzo di Bra.
Il 26 luglio 1986, a Fontanafredda, azienda nella quale lavoravo dal 1969, nacque Arcigola, che in seguito sarebbe diventata Slow Food Italia. Petrini ne fu eletto presidente, carica che mantenne sino al 2022.
L’occasione per apprezzarlo ancora meglio arrivò qualche anno dopo, nel 1990, con la pubblicazione dell’Atlante delle Grandi Vigne di Langa. Andavo spesso a trovarlo nel suo ufficio e mi colpivano lo scrupolo e la precisione con cui descriveva i poliedrici terroir del Barolo.
Si tratta di un’opera di alto valore, più volte riedita e utilizzata, negli anni successivi, da numerosi altri autori che si sono occupati del medesimo tema.
In seguito la frequentazione divenne meno assidua, Petrini ormai era diventato una personalità internazionale, impegnata in progetti di altissimo profilo.
Due, in particolare, mi colpirono profondamente. Il primo fu la costituzione dell’Università delle Scienze Gastronomiche, nel comune di Pollenzo: un’iniziativa che ha sicuramente contribuito anche all’attuale successo dei vini di Langa. Il secondo, forse il più importante tra i progetti di Petrini, fu la creazione di Terra Madre, una realtà capace di superare i confini geografici e culturali, per incontrare comunità, produttori e popolazioni più fragili, anche in Africa e in altri Paesi in via di sviluppo.
Nonostante gli incessanti impegni, Petrini non mancava a presenziare alle assemblee annuali del “Circolo dei Crote”, una condotta Slow Food nata nel 1987 tra i dipendenti di Fontanafredda.
Carlin Petrini ci ha lasciato, ma sono certo che gli ideali per cui si è battuto, insieme a tutto ciò che ha seminato in varie parti del mondo, saranno portati avanti dai suoi validi collaboratori. Il suo ricordo rimarrà per sempre.
