Martedì 10 novembre 2025, ho partecipato alle esequie del professor Oreste Cavallo nella chiesa della Moretta. Era mancato alcuni giorni prima.
Un folto pubblico, tra enologi, professori, studenti, amici e autorità, ha voluto salutare per l’ultima volta il caro professore. Toccante il ricordo di don Dino Negro, ex parroco del Duomo di Alba.
Da parte mia desidero ricordare Oreste Cavallo in qualità di insegnante, prima di agronomia e in seguito di scienze naturali, nel triennio 1966-1968, presso la scuola Enologica di Alba.
Era divenuto titolare di cattedre importanti, anche per la notorietà di chi lo aveva preceduto, nonostante ciò mise in atto metodi di insegnamento innovativi e subito apprezzati dagli studenti.
Niente nozionismo o letture ripetute dei classici e vecchi libri di testo, niente interrogazioni a inizio lezione, ma una didattica creativa, per capire la botanica e l’entomologia, partendo da esperienze pratiche, anche andando alla ricerca, fuori dalle aule scolastiche, di ciò che poteva rivestire interesse.
Sotto questo aspetto, gli erbari e gli insettari sono stati i cavalli di battaglia del professor Cavallo. Dalla ricerca di colorate ranuncolacee, alla scoperta rari coleotteri. “Dalla difficile grammatica, alla interessante pratica” potrei sintetizzare, per questo motivo gli studenti lo seguivano, apprezzandone l’impegno.
Ma l’opera del prof. Cavallo non si è fermata con l’insegnamento; poliedrica la sua attività, pur limitandoci alle scienze naturali.
Ha scritto interessanti monografie in tema, cito a titolo di esempio La vegetazione nell’Albese, in collaborazione con M. Gianotto e A Buccolo, ha collaborato con importanti riviste, estendendo la ricerca anche al suolo e ai minerali.
Raccolse molti reperti, tra cui 25000 insetti, che gli permisero di avviare in Alba la “Sezione Naturalistica del museo Eusebio”, che ha diretto per molti anni, sino a diventarne conservatore onorario.
